Italian Interview

Per ripercorrere le tappe fondamentali di questi pionieri, abbiamo raggiunto il bassista Sergio Pagnacco, un rocker tutto d'un pezzo, che con grande disponibilità, ci ha resi partecipi di un pezzo di storia targata Vanexa... 

Allora Sergio, l'inestimabile lavoro di recupero effettuato della Jolly Roger Records con "1979-1980" ci da spunto per partire da molto lontano, quando nel 1979 una band chiamata Vanessa muoveva i primi passi cantando in italiano. Parti con qualche "ingiallito" ricordo... 
Nel 1979 la musica rock si suonava con il cuore e rabbia. Eravamo incazzati con i genitori, scuola, lavoro, chiesa e società; questo generava un rock violento, veloce e aggressivo. Stavamo suonando del metal, ma noi ancora non lo sapevamo. La testimonianza di quegli anni ora si può ascoltare con il prodotto della Jolly Roger Records "1979-1980". Cantavamo ancora in italiano e alcune canzoni di questo album, furono successivamente registrate in inglese, nel nostro album di debutto del 1983. 

Da dove trae origine il nome? C'è qualche aneddoto attorno ad esso?
Il nome Vanessa era di una delle prime streghe italiane arse vive dietro piazza San Babila, a metà del 1500. Questa storia raccontataci a metà anni '70, da un nostro vecchio insegnante di filosofia, ci aveva affascinato al punto tale di diventare quasi un'ossessione; decidemmo quindi di chiamarci Vanessa ma successivamente, con un sound più aggressivo, adottammo la "x" al posto delle due "ss", che ricordavano un po' troppo il nazi... Era circa il ‘75/'76. 

Come agivano i Vanessa nella Savona di quel tempo, con una line up che vide alternarsi dopo lo storico cantante Fabrizio Cruciani, anche il futuro New Trolls Alfio Vitanza? Impossibile passare inosservati in quegli anni, con quei testi espliciti e provocatori... 
I Vanessa non passavano inosservati, i testi provocatori erano quasi punk ma il sound tipico inglese era sicuramente diverso. Poi scoprimmo ascoltando saxon, iron maiden, ecc... che poteva essere catalogato come heavy metal. Si parlava molto di quei ragazzi incazzati che suonavano un nuovo genere musicale ed anche nel giro dei musicisti che contavano presto fummo avvicinati. Per esempio, mi ricordo Vasco Rossi che addirittura volle fare un concerto con una nostra t-shirts! 

Aiutaci a mettere un po' d'ordine riguardo ai vari demo tape usciti tra il 1979 e il 1980...
Allora, con Fabrizio alla voce registrammo nel 1979 il 1° demo (contenente "L'Insegnante", "La Tv" e "Andare Via") ed il 2° demo, uscito nel 1980 (contenente "Brucia La Citta'", "Hiroshima", "Mille Notti", "Lasciami Stare" e "Jane"). Sempre nel 1980 incidemmo il 3° demo con Alfio Vitanza alla voce (contenente "Jane", "Hiroshima" e "Brucia La Citta'"). Nel frattempo, dopo aver modificato il nome e aver optato per la lingua inglese, sempre nel 1980, uscì il 4° demo con Marco Spinelli alla voce (contenente "Rebellion", "If You Fear The Pain", "Victim Of Halfor", "Sunshine In Her Eyes", "Rainbow In The Night", "One Night Woman", "Metal City Rocker" e "Dirty Story"). 

Ottimo Sergio... Quali sono i tuoi ricordi legati al vostro secondo demo, con la curiosa vicenda legata ai riff di "Lasciami Stare"? Al di là della "beffa" si può considerarla anche una piccola soddisfazione, non credi?
Quel demo lo registrammo in un pomeriggio; i soldi erano pochissimi ma avere un demo era obbligatorio. Durante il soundcheck di un concerto dei Saxon consegnammo proprio nelle loro mani la nostra cassetta. Successivamente (circa un anno dopo) uscì il loro l'album "Denim & Leather" contenente "Never Surrender"... 

Nel 1981 la band indurisce il suono, passa all'idioma inglese e cambia moniker in Vanexa ed il microfono passa nelle mani di Marco Spinelli, con il quale si registra un altro demo. Largo ai ricordi di questo periodo di svolta... 
Fabrizio dopo un nostro concerto fu contattato da Joe Vescovi il quale aveva intenzione di formare una band, i Knife Edge. Fabrizio alla voce, Joe alle tastiere, Stefano Tessarin dei Vanadium alla chitarra, ecc... Il progetto si arenò però quasi subito... Noi rimanemmo così senza cantante. In quel periodo non esisteva un membro di una band che poteva suonare o cantare in due gruppi diversi, era più facile condividere la fidanzata che due band...eh...eh...Era considerato un tradimento e un'infamia. Arrivò quindi Marco Spinelli da Bellaria (Rimini) ... 
Nel 1983 irrompe sulla scena il vostro album d'esordio "Vanexa", bene accolto da critica e pubblico. Raccontaci tutto su questo piccolo "gioiellino" di heavy metal... 
Nel 1983 esce il nostro album di debutto, considerato ora il primo album di heavy metal italiano, molto inglese, faceva parte della prima ondata di gruppi heavy metal, ancora prima di Metallica, Megadeth ecc... In Olanda andò al sesto posto in classifica, prima di Venom e Raven...Lo registrammo in sei giorni, (al tempo le chitarre distorte in Italia non si registravano), pensa che per trovare il sound del brano "Lost War Sons" posizionammo una cassa marshall sdraiata sotto un pianoforte a coda e un microfono panoramico avrebbe dovuto catturare il suono delle corde del piano, che suonavano per simpatia..."Lost War Sons" era un brano che fu spesso censurato dalla stampa di regime, perchè raccontava come la nostra generazione, "figlia" di coloro che avevano perso la guerra, faceva bene a drogarsi e ubriacarsi... 

Arrivano le prime apparizioni televisive e l'importante partecipazione, in qualità di headliner, al mitico festival di Certaldo. Via libera ai racconti e aneddoti... 
Al tempo partecipammo a parecchie trasmissioni televisive sulla RAI, Telemontecarlo, ecc... Il metal era un movimento giovanile che non poteva essere ignorato dai mass media. E' buffo vedere oggi che gruppi come Lacuna Coil, Extrema, Rhapsody o Labyrinth non riescano a partecipare ad una trasmissione RAI di merda, noi eravamo più incazzati ci credevamo di più, ora spesso suonano metal tanto per suonare, ma non hanno ancora capito la vera filosofia del metallaro...A Certaldo eravamo gli unici che avevamo registrato un disco e che eravamo stati in TV, quindi fummo inseriti come headliner al primo festival di heavy metal italiano...Un bel ricordo! 

Nel 1985 siete tra i protagonisti dell'ambiziosa compilation "Metallo Italia", con il brano "It's Over". Come fu quella interessante esperienza, immortalata anche nel filmato uscito all'epoca in VHS?
Nel 1985 avevamo già pronto il secondo album, ma per delle complicazioni tra il nostro manager e la legge italiana ci bloccarono l'uscita del disco. Mi ricordo che l'unica cosa che potevamo fare era quella di far uscire un brano in una compilation e "Metallo Italia" fu perfetto...Ne stamparono subito 20.000 copie e uscì il film sulla RAI e vari passaggi sulla prima tv musicale italiana "Videomusic". 

Nel 1988, forti di un contratto con la Minotauro Records, esce "Back From The Ruins", un altro colpo ben assestato targato Vanexa. Descrivici la genesi di questo vostro importante passo discografico... 
Nel 1988 l'unica etichetta che fu disposta a stampare il disco fu la Minotauro Records, un'etichetta mediocre; Marco Melzi (il proprietario) non aveva tanti soldi da spendere, ma a noi andava bene, anche perchè nel 1988, consideravamo il metal morto e sepolto... Il metal era innovazione nel ‘79/80, dopo otto anni lo consideravamo defunto...D'altronde il primo demo con il brano "Mille Notti", considerato al tempo il brano più veloce della storia italiana, era stato registrato nel 1979, io avevo solo 18 anni... 

Dopo un periodo di silenzio, interrotto solo nel '91, con la partecipazione alla compilation americana "Mountain Of Metal", in casa Vanexa avvengono dei cambiamenti di line up. Quali sono i motivi dell'abbandono del vocalist Marco Spinelli e come si giunge all'ingresso di un "esordiente" Rob Tyrant alias Roberto Tiranti?
La compilation americana fu accolta bene dai Vanexa perchè eravamo amici di un artista, ormai defunto da parecchi anni, che si chiamava G.G. Allin, il re del punk , considerato l'artista più oltraggioso della storia del rock; scaricatevi dei video vi assicuro che non vi deluderà...eh...eh... Successivamente Marco Spinelli tornò a casa...Ormai i Vanexa erano un "insulto" per il metal... Non avevamo idee, voglia e soldi. Eravamo solo frustrati dal mancato successo musicale che tanto avevamo sperato. Droga e alcol erano i nostri passatempi preferiti... 

Il ritorno sulle scene avviene nel 1994 con "Against The Sun", che sfodera un sound più articolato e mostra i Vanexa allargati a quintetto, con l'ingresso del tastierista Giorgio Pagnacco. Raccontaci le vicende legate a questo album, uscito in un periodo ch

e, per lo stato in cui versava la scena metal, non ha forse goduto della giusta considerazione... 
Roberto Tiranti era il figlio di un tizio che assiduamente ci seguiva ai concerti, spesso parlava di suo figlio che cantava, ascoltava e suonava...Noi lo vedevamo che bazzicava nella nostra sala prove dall'età di 12 anni. Un giorno, mentre stavamo provando per l'ennesima volta, Gustavo Tiranti ci disse: "perchè non fate provare mio figlio, magari canta "It's Over" oppure "Hanged Man"...Ok facciamolo cantare allora! Prese il microfono ed iniziò a cantare... Rimanemmo di merda! Aveva una voce bellissima, intonata e potente... Non avevamo sentito nulla di simile prima. Mi ricordo che posai il basso sull'amplificatore, mi avvicinai a Roberto e gli dissi: "Da oggi sei il nostro cantante!"... Doveva ancora compiere 16 anni! L'album "Against The Sun" decidemmo di scriverlo solo per Roberto Tiranti; i Vanexa erano morti, ma la voce di Roberto riuscì a motivare i Vanexa ancora una volta. Eravamo obbligati a concepire un disco per fare ascoltare la sua voce!... 


Ed è proprio per la mancanza di un certo riscontro che i Vanexa successivamente demordono. Cosa successe esattamente?

Si, i Vanexa erano abituati a suonare solo per la loro passione, niente soldi, fama e riflettori... Abbiamo suonato solo per passione del metal, non ci interessava altro... 

Negli anni successivi comunque, alcuni di voi rimangono comunque attivi nella scena. Fra Klasse Kriminale e 404 Not Found non avete perso il "vizio", ah ah... 
La matrice rock è sempre attiva, ci sono musicisti che ti conoscono e quindi cercano di coinvolgerti in vari progetti, abbiamo suonato metal, punk e stoner, ma sempre sano rock! 
Nel 2009 il vostro gradito ritorno con una line up che vede oltre a te Sergio, Silvano e Roberto, i due nuovi chitarristi Alex Graziano e Artan Selishta. Qual è stata la scintilla che vi ha spinto alla reunion e quali sono le vostre attuali aspettative?
Nel 2009 abbiamo deciso di riunirci perchè ci è sembrato giusto far ascoltare ai più giovani il nostro metal. L'imprinting dei gruppi italiani che più di 30 anni fa suonavano metal con il cuore... 

Oltre alle ristampe dei vostri precedenti lavori ad opera della Minotauro Records, penso che la pregevole raccolta "1979-1980" ed ora il fresco "Metal City Live" contribuiranno ad alimentare ulteriormente il "bisogno" degli storici Vanexa. A quando un album con nuovo materiale?
Per ora gustatevi il nuovo live album, con Roberto Tiranti alla voce; ci saranno i brani che hanno segnato la nostra carriera e a cui siamo più affezionati... 

Sarà fatto Sergio!...eh, eh...Chi, meglio di te, può dare una definizione di heavy metal?
L'heavy metal è un movimento musicale nato dal movimento rockers, antagonista di altri movimenti musicali come mods o punk... Erano proletari che lavoravano e alla sera ascoltavano musica nei pub e bevevano. Ancora oggi ci sono raduni di rockers in Inghilterra, i pubs storici tipo "Ace Cafe'" oppure il "Club 59". Io ho una moto royal enfield nel garage. Ci piaceva ascoltare la musica in compagnia, amavamo il gruppo, gli amici...l'heavy metal è la differenza tra un musicista diplomato al conservatorio che suona di professione e un musicista rock che suona per passione alla sera, dopo aver fatto magari otto ore di fabbrica, che si monta e smonta gli strumenti per fare una serata senza prendere una lira. Tutto questo magari lo fa per un sacco di anni... Perché, ricordatevelo bene, per chi non lo avesse ancora capito: il metal in Italia non paga nessuno; lo farei scrivere a tutti gli studenti cento volte sulla lavagna, come fa Bart Simpsons: il metal in Italia non paga nessuno! 

Tra le tante situazioni vissute "on the road", con quali artisti o band vi siete trovati meglio e quali momenti vi sono rimasti nel cuore?
Abbiamo conosciuto una marea di artisti, sia veri che finti... Nel cuore ci è rimasto sicuramente Jello Biafra dei Dead Kennedys, Steve Harris, Graham Oliver e Dennis Stratton. 

Quali sono i vostri programmi attuali e futuri?
Come ti ho detto, per ora supportiamo l'uscita per My Graveyard Productions dell'album live "Metal City Live". Hai già sentito la passione che abbiamo nel suonare i brani storici dei Vanexa! 

Bene, ringraziandoti per la tua pazienza e disponibilità, a te la chiusura dell'intervista.
Penso che in questi trent'anni il metal sia sempre lo stesso, la musica più potente al mondo! E' l'unico genere di musica che non ha bisogno della spinta dei mass media per essere ascoltata...Basta la propulsione dei ragazzi che tutti i giorni si alzano al mattino ed indossano la t-shirt nera del loro gruppo metal preferito... 

A cura di Sergio Nardelli

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